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«Ho fatto sesso con mia moglie per
l’ultima volta durante i Mondiali del 2006. Io la voglio ancora, lei
no: sono vittima di una fattura?». Il ventesimo anniversario della vittoria
dell’Italia è appena passato: chissà se, nel frattempo, l’anonimo
settantenne che qualche settimana fa aveva posto il quesito alla posta del
cuore di Massimo Gramellini su 7 è riuscito a sbloccare la situazione.
Intanto, di lettere sullo stesso tema ne sono arrivate altre. Molte altre.
Le firmano sia uomini che donne, di tutte le età. Tanto che diventa lecito
chiedersi cosa stia succedendo: è in atto una crisi del sesso?
«Non parlerei di una riduzione dell’eros
in Italia, ma di una trasformazione del modo in cui lo si vive»,
prova a rispondere Giorgio De Rita, segretario generale del Censis.
L’istituto ha interrogato mille italiani tra i 18 e i 60 anni e, nel marzo
scorso, ha pubblicato i risultati dello studio nel rapporto “Il piacere
degli italiani”, facendo il punto su come sono cambiati i costumi sessuali
25 anni dopo aver realizzato una prima grande indagine sul tema. Scoprendo
che l’80% degli intervistati ha rapporti sessuali solo con il o la
propria partner e che il 67% ritiene che nelle coppie di lunga
data non prevalga per forza la noia. Infatti, il 69% di chi è in
coppia si dice soddisfatto della propria vita sessuale (contro il 30% dei
single). «Questi dati ci dicono che la libertà conquistata durante la
rivoluzione sessuale oggi si realizza soprattutto all’interno della
coppia», analizza.
Anche perché, rispetto alla ricerca
precedente, pure la coppia stessa è cambiata: «Venticinque anni
fa gli italiani che dicevano di aver avuto un solo partner erano quattro su
dieci: oggi, due su dieci. Questo significa che nel corso della vita hanno
più partner e quindi all’interno delle nuove relazioni portano le
esperienze che hanno avuto in precedenza e cresce, quindi, la voglia di
sperimentare». Per esempio, guardando porno insieme o usando sex toy (26%),
ricevendo (31%) e inviando (21%) immagini spinte, dedicandosi al bdsm
(pratiche erotiche consensuali basate su ruoli di dominazione e
sottomissione, 14%) o fantasticando apertamente, insieme, su altri
possibili partner (17%). Ma questa resta una fantasia, e infatti solo il 7%
dichiara di aver partecipato a rapporti con più persone. Fantasia che appunto vale solo se si rimane al sicuro,
all’interno del perimetro fissato dalla coppia stessa: «Il 70% degli
intervistati» conclude De Rita «ne è certo: la relazione non
sopravviverebbe a un tradimento».
Forse è proprio questo il vero nodo del
problema. Se non si autorizza, e non ci si autorizza, a guardare al
di fuori della coppia cosa succede quando al suo interno la passione
latita? Una situazione abbastanza comune. Stando al rapporto
Censis quelli che hanno rapporti sessuali ogni giorno sono il 5,3% degli
intervistati, quelli che li hanno due o tre volte a settimana il 29,9% e
quelli che fanno sesso una volta a settimana sono il 27,3%. Ma se si somma
quelli che non lo fanno mai (8,5%), quelli che lo fanno una volta ogni 5/6
mesi (7,1%) e quelli che lo fanno una volta ogni 1 /4 mesi (21,9%) si
ottiene una percentuale pari al 37,5%. Un terzo, abbondante, degli
italiani.
«Ne vedo tante, di queste coppie»,
conferma Chiara Simonelli, sessuologa e direttrice scientifica
dell’Istituto di sessuologia clinica (Isc). Il problema non è l’assenza
del sesso in sé ma «lo sbilanciamento del desiderio tra i partner. Che
diventa un macigno per entrambi: chi desidera di più si sente
rifiutato, chi è meno o per niente interessato vive il senso di colpa di
non essere all’altezza. Vale a prescindere all’età e dal genere: si può
vivere male un rifiuto a 70 come a 40 anni, mentre la classica scusa del
mal di testa la usano sia donne che uomini».
E se anche nel sesso stessimo assistendo
a una sorta di “quiet quitting”, cioè il fenomeno dell’«abbandono
silenzioso” che negli ultimi anni è stato ampiamente dibattuto in ambito
lavorativo? «A tante coppie succede quando si passa dall’innamoramento iniziale
all’amore: si comincia a fare il minimo indispensabile senza grandi
slanci extra. Perché subentrano i doveri, i bisogni anche fittizi, e la
stanchezza. Così si riduce l’area del piacere e questo causa un
allontanamento reciproco», è la lucida analisi dell’esperta. Uno studio
realizzato da AstraRicerche per il brand di sex toy di design Lelo, pur
parziale perché si basa su un campione di sole donne eterosessuali, lo
conferma: per 8 intervistate su 10 il vero punto critico è la
mancanza di ascolto durante il rapporto, per 7 su 10 la perdita del
coinvolgimento emotivo.
Parlare dei bei tempi andati in cui le
coppie in crisi, anziché lamentarsi o guardarsi intorno, si impegnavano per
rimettersi in asse non ha senso, secondo l’esperta: «È la prima volta
nella storia in cui l’amore viene legittimato dalla presenza di un buon
sesso: finora il modo in cui si viveva l’intimità non era mai stato
vissuto come cartina al tornasole dell’intera relazione». Ai pazienti in
difficoltà indica un percorso a tappe: «Prima bisogna riconoscere che il
problema esiste e capire cosa significa in quella particolare coppia. Poi
si può provare a capire come andare oltre. A volte si riesce, a volte ci si
blocca. A volte si va verso la separazione».
Il focus, insomma, resta sempre sulla coppia. Che è diventata al
tempo stesso luogo di libertà (vedi le trasgressioni e sperimentazioni da fare insieme) e
recinto invalicabile (come dimostra il giudizio inappellabile sul
tradimento).
Chi l’avrebbe mai detto, durante i
fermenti della rivoluzione sessuale, che sarebbe andata a finire
così. Fiammetta Balestracci, storica e autrice de La
sessualità degli italiani. Politiche, consumi e culture dal 1945 a
oggi (Carrocci, 2020) ha individuato due punti di rottura: «Negli
anni 80, con l’esplosione dei casi di Aids, il sesso occasionale diventa
improvvisamente meno allettante. Vent’anni fa, con l’avvento degli
smartphone, anche internet irrompe nella socialità. Pensiamo alle
coppie che vanno al ristorante e, anziché parlarsi, passano il tempo
guardando il telefonino: a letto non fanno che replicare la stessa
dinamica».
Questa seconda parte dell’analisi coincide con le conclusioni di Caitlin
Knowles Myers del Middlebury College ed Ezekiel Hooper di Accenture, autori
del paper Is the iPhone Birth Control? Causal Evidence from
At&t’s 2007-2011 Carrier Monopoly (L’iPhone è un metodo di
controllo delle nascite? Evidenze sulle cause nel monopolio di rete di
At&t dal 2007 al 2011). In sintesi, come ha scritto il collega Federico Fubini sul Corriere
della Sera, «“l’iPhone fornisce più accesso alla pornografia”
(questo è provato) “che può sostituire il sesso con un partner” (questa
invece è l’ipotesi degli autori)».
In generale, secondo la storica, stiamo
attraversando una grande fase di transizione: «Il matrimonio ha ceduto il
passo alla coppia monogamica, che è la forma di relazione che oggi prevale.
Lì dentro però, si giocano partite nuove. A tutto campo: si va dalle forme
di sperimentazione del rapporto, provando per esempio ad aprirsi al
poliamore, fino alla nuova libertà di trasgredire insieme passando però,
anche da una gestione diversa dei periodi di stanchezza». Questo è il
punto. Il problema delle coppie che non fanno sesso non è che non
facciano sesso, ma il fatto che restano imprigionate in questa dinamica.
Detto altrimenti: una volta magari ci si tradiva oppure ci si lasciava
mentre adesso, anche se insoddisfatti e infelici, si resta insieme.
Se in Italia, stando ai dati Censis, pare
che la crisi sessuale nelle coppie sia un fenomeno marginale, diverso è il
discorso per quanto riguarda altri Paesi occidentali. Il sociologo
Marzio Barbagli, coordinatore di tre grandi ricerche sulla sessualità
degli italiani pubblicate nel 1964, nel 1976 e nel 2006 e autore del
saggio Monogamia (Il Mulino) prova ad allargare il focus:
«Se guardiamo agli Usa, al Regno Unito e all’Australia, già una decina di
anni fa gli studiosi hanno scoperto un cambiamento rilevante, e imprevisto,
nei comportamenti sessuali: la diminuzione della frequenza dei
rapporti, in tutte le classi di età». Per spiegarlo hanno avanzato due
ipotesi: «La prima riguarda lo spostamento in avanti dell’età adulta: i
giovani oggi lasciano la casa dei genitori ed entrano nel mercato del
lavoro più tardi. Negli Usa anche il consumo di alcol, che segnava una
sorta di “rito di passaggio” è ritardato. Questa spiegazione, però, ha un
difetto: spiega il comportamento dei giovani mentre la diminuzione dei
rapporti riguarda anche gli adulti». La seconda, invece, è quella che
abbiamo citato prima sulla diffusione di internet, «ma passa comunque dalla
diminuzione del far coppia e non riguarda solo il sesso di per sé».
Avremo comunque modo, secondo Barbagli,
di ritornarci se è vero, come già successo in passato, che seguiremo la
stessa tendenza: «I dati disponibili oggi ci dicono che da noi questo
fenomeno ancora non c’è. Ma per quanto riguarda le trasformazioni nella sessualità
l’Italia è sempre andata nella stessa direzione del resto dell’Occidente,
anche se in ritardo come gli altri Paesi dell’Europa mediterranea. Per ora,
non sappiamo se questa trasformazione che stiamo vedendo all’estero
arriverà anche qui: può essere che, in sordina, sia già iniziata».
Quello che è certo è che, frequente o
meno, il valore del sesso all’interno delle coppie è cambiato:
«L’età del primo rapporto per le donne è diminuita nel corso dei decenni e
si è avvicinata a quella degli uomini. Sono cambiate anche le modalità dei
rapporti: oltre a quelli penetrativi ora trovano spazio anche quelli orali
o anali, un tempo condannati dalla religione e quindi per questo malvisti.
Non parliamo poi delle coppie che lo facevano al buio o parzialmente
vestite… la rivoluzione sessuale è stata una vera e propria liberazione. È
la concezione stessa dei rapporti a essere cambiata: indietro non si torna,
anche se in futuro forse finiremo per fare meno sesso».
Per chi si chiede se si può essere coppia
anche così, una possibile risposta arriva
dalla scrittrice francese Emmanuelle Richard che al tema ha
dedicato, qualche anno fa, il saggio I corpi astinenti. Il sesso
tra imposizione e libertà (in Italia è stata tradotto e pubblicato
da Tlon): «La coppia è lo spazio dove due persone che potrebbero
funzionare benissimo da sole decidono di funzionare insieme». Sesso o
non sesso.
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