AMENITA’ SESSUALI: EPISODIO 16

AMENITA’ SESSUALI: EPISODIO 16

Questo nuovo articolo riguardante le amenità sessuali e che segue a stretto giro di posta l’episodio 15 pubblicato giusto ieri, è particolare perché contiene anche curiosità che hanno un’attinenza solo indiretta con il sesso, ma sono forse ancora più interessanti (ops, scusate il linguaggio volgare: ho detto interessanti!).

Del resto, come nelle grandi ricette gli ingredienti migliori, quelli che rendono il piatto unico e particolare, non sono sempre quelli più facili e scontati, ma quelli scelti dallo chef in base al suo intuito e alla sua capacità di vedere oltre la superficie. In fondo io sono lo chef di questa rubrica e scelgo gli ingredienti che reputo più adatti per regalarvi piatti che non dimenticherete facilmente.

L’articolo che vi propongo oggi si apre con Hedy Lamarr, un’attrice iconica e sfrontata, capace, nel 1933, di esibirsi nuda davanti a una cinepresa, considerata (probabilmente a ragione) la donna più bella di sempre. Ma, come accade raramente, la sua bellezza non si accompagnava ad una scarsa intelligenza, anzi. Quello che pochi sanno è che Hedy Lamarr – il cui vero nome sconosciuto ai più è Hedy  Markay – ha messo a punto una tecnologia per combattere i tedeschi che è stata la madre del WIFI, del GPS e di Bluetooth.

Nel seguito dell’articolo, però, parleremo anche di sesso, anche se con notizie davvero sorprendenti! Come vi ho detto, ogni articolo è paragonabile ad un piatto di un grande chef. E questo, grazie ai suoi preziosi e non banali ingredienti, è uno di questi.

Per cui… buon appetito!

LA DONNA PIU’ BELLA DI SEMPRE: HEDY LAMARR

Nel 1933, una giovane donna austriaca si spogliò davanti a una cinepresa.
Correva nuda in un bosco.
Nuotava nuda in un lago.
Il mondo rimase a bocca aperta.
Il film si chiamava Estasi.
E la sua protagonista, bellissima e scandalosa, si chiamava Hedwig Kiesler.

Mentre King Kong dominava il botteghino, era di lei che parlavano tutti.
Louis B. Mayer, potente produttore di Hollywood, la definì “la donna più bella del mondo”.
Il film venne censurato in mezza Europa — e per questo divenne leggenda.
Si dice che Mussolini si rifiutò di vendere la sua copia a qualsiasi prezzo.

Ma Hedwig non era solo bellezza.
Dietro quegli occhi incantatori c’era un’intelligenza tagliente.
Il suo segreto, disse una volta, era “restare ferma e sembrare stupida.”
E mentre il mondo la guardava come un oggetto da sogno, lei memorizzava armi, piani, formule.

All’epoca era sposata con Friedrich Mandl, ricco produttore di armamenti e fornitore del regime nazista.
Lui la portava con sé a banchetti con Hitler e Mussolini, come ornamento da mostrare.
Lei, ebrea, odiava quel mondo.
E quando osò ribellarsi, il marito la rinchiuse nel castello di famiglia.

Nel 1937, fuggì.
Sedò la cameriera, si travestì con i suoi abiti, vendette i gioielli e scappò a Londra.
Era l’inizio di una nuova vita.

Lì incontrò di nuovo Mayer. Firmò un contratto e nacque una stella: Hedy Lamarr.
In pochi anni, diventò icona del cinema.
Affiancò Clark Gable, Judy Garland, Bob Hope.
Sette blockbuster consecutivi.
Ma nel profondo, il cuore di Hedy era ancora in guerra.

Nel 1942, in pieno conflitto mondiale, Hedy inventò un sistema di comunicazione segreta.
Un’idea rivoluzionaria per impedire che i segnali radiocomandati di bombe e siluri venissero intercettati.
Una tecnologia pensata per uccidere i nazisti.
Per assicurarsi che ogni arma colpisse il bersaglio.
La stessa tecnologia che, anni dopo, sarebbe diventata la base per Wi-Fi, GPS e Bluetooth.

Molti non sanno chi fosse Hedwig Kiesler.
Pochi ricordano Hedy Markey, il suo vero nome.
Ma il mondo intero ha conosciuto Hedy Lamarr, la diva di Hollywood.

E nessuno può immaginare che quella donna che incantava lo schermo
aveva anche il cervello di un inventore e il cuore di una guerriera.

DIVERTIRSI A MILANO DOPO AVER VOLATO

Un episodio incredibile e a tratti surreale ha coinvolto recentemente un equipaggio di British Airways, finito per errore in un motel a ore nei dintorni di Milano. L’intento era quello di riposare dopo un lungo volo, ma la realtà che li ha accolti si è rivelata ben diversa, sconcertante e difficile da dimenticare.

Secondo quanto riportato dal tabloid britannico The Sun, il gruppo composto da piloti e hostess si è trovato immerso in un ambiente caratterizzato da un’intensa attività notturna legata a orge e al consumo di sostanze stupefacenti. Gli ambienti del motel, infatti, erano allestiti con attrezzature da bondage, gabbie, specchi sul soffitto e imbracature di pelle, elementi tipici di pratiche di natura estrema e che hanno reso impossibile trovare un attimo di quiete.

Non solo rumori molesti e atmosfera torbida: fuori dall’albergo erano presenti numerose persone dedite al lavoro sessuale, che avrebbero offerto i loro servizi non solo a clienti abituali, ma anche ai membri dello stesso equipaggio. Alcuni di questi ultimi avrebbero inoltre riscontrato la presenza di “fluidi sospetti” nelle stanze, elemento che ha contribuito ad alimentare un clima di disagio e sgomento.

La vicenda, che ha rapidamente fatto il giro dei media internazionali, solleva molteplici interrogativi sulla gestione logistica dei pernottamenti degli equipaggi aerei e sulla tutela del loro benessere. L’episodio ha infatti messo a nudo una situazione di totale inadeguatezza e mancanza di controllo da parte delle compagnie aeree e delle strutture ricettive coinvolte.

Da un punto di vista umano, non si può ignorare il disagio psicologico e fisico provato dai protagonisti, costretti a subire una realtà ben lontana dal riposo necessario tra un volo e l’altro. Questo caso rappresenta un monito a prestare maggiore attenzione alle condizioni di lavoro e alle sistemazioni offerte a chi, come gli equipaggi di volo, deve garantire sicurezza e professionalità ai passeggeri.

L’incidente diplomatico tra il personale British Airways e il “motel a ore” di Milano non è solo un fatto curioso e bizzarro, ma una chiamata all’azione per le compagnie aeree e le autorità competenti affinché casi simili non si ripetano, assicurando condizioni dignitose e sicure a chi lavora nelle sfide quotidiane del trasporto aereo internazionale.

CHI FU LA VERA “MALAFEMMENA”?

Scritto da Totò nel 1951 in occasione di un concorso canoro, il brano “Malafemmena” ebbe da subito un grande successo e col tempo diventò un classico della canzone napoletana.

Il grande attore compose la canzone durante un soggiorno presso l’hotel Miramare di Formia. Strofe e melodia raccontano di una donna meravigliosa e insieme malvagia, malafemmena in napoletano, che non si cura delle pene d’amore inflitte al proprio innamorato.

Si è a lungo pensato che la musa ispiratrice di Totò fosse stata l’attrice Silvana Pampanini, “colpevole” di aver rifiutato la proposta di matrimonio dell’attore napoletano.

Anni dopo a svelare il vero volto della donna misteriosa fu la figlia del comico, Liliana, la quale rivelo come il brano fosse in realtà stato scritto per la madre, Diana Rogliani, moglie di Totò.

Anche se ufficialmente separati i due coniugi si erano scambiati una promessa verbale, impegnandosi a condividere lo stesso appartamento, e il medesimo talamo, fino al compimento della maggiore età dalla figlia.

Ma di fronte all’ennesimo tradimento di Totò la moglie venne meno alla promessa e lo lasciò per sposare l’avvocato Michele Tufaroli.

UNA PIANTA MOLTO PARTICOLARE… UNA CAZZO DI PIANTA!

Se hai senso dell'umorismo, prova questa pianta:

Questa pianta carnivora si chiama Nepenthes Holdenii e cresce nella Cambogia occidentale, a circa 600-800 metri sul livello del mare.

Usano una trappola passiva per catturare gli insetti. Il bordo superiore della pianta, noto come peristomo, separa il nettare che attira gli insetti in questa trappola mortale. Nella bocca della pianta, uno strato scivoloso chiamato cera epicuticolare fa sì che gli insetti perdano l'equilibrio e scivolino alla base della trappola, piena di acqua piovana, dove alla fine rimangono bloccati.