SQUILLO DI TROMBA - UN’ESTATE AL MARE

Un’estate al mare, della compianta e grandissima Giuni Russo, è stata scritta per lei dal maestro Franco Battiato (alzi la mano chi lo sapeva) in collaborazione con Giusto Pio.

Tutti pensano si tratti di una canzone estiva leggera e divertente. In realtà, è una canzone che parla di una povera prostituta che evade dal suo mondo di squallore sognando le ferie al mare, in mezzo alle famiglie e agli ombrelloni, come una persona normale (rialzi la mano chi lo aveva capito).

La struttura della canzone è molto particolare: le strofe sono cantate in una tonalità bassa e rappresentano la grigia e fredda realtà della protagonista, il ritornello è molto più acuto e rappresenta la fantasia di una vacanza su spiagge patinate e soleggiate.

Un’estate al mare è l’ennesima dimostrazione che il tema della prostituzione si nasconde nelle canzoni più inaspettate ed è anche l’ennesima dimostrazione di come la prostituzione, guardata dalle persone comuni (come me) come un fenomeno marginale, nel senso che è relegato ai margini della nostra “normalità”, come una cosa sporca che tutti conosciamo ma di cui non si parla ad alta voce, venga invece trattato, da artisti di grande sensibilità (come appunto Franco Battiato), con rispetto ed empatia, in osservanza a quello spirito ecumenico che dovrebbe essere il substrato emotivo di ogni relazione umana.

L’articolo che segue è tratto dalla rivista musicologica.it del 14 agosto 2020, e lo ripropongo integralmente per non appropriarmi di fatiche altrui.

Prima dell'articolo, il testo integrale di questa splendida canzone:

Per le strade mercenarie del sesso
Che procurano fantastiche illusioni
Senti la mia pelle com'è vellutata
Ti farà cadere in tentazioni
Per regalo voglio un harmonizer
Con quel trucco che mi sdoppia la voce
Quest'estate ce ne andremo al mare per le vacanzeUn'estate al mare
Voglia di remare
Fare il bagno al largo
Per vedere da lontano gli ombrelloni-oni-oniUn'estate al mare
Stile balneare
Con il salvagente
Per paura di affogareSopra i ponti delle autostrade
C'è qualcuno fermo che ci saluta
Senti questa pelle com'è profumata
Mi ricorda l'olio di Tahiti
Nelle sere quando c'era freddo
Si bruciavano le gomme d'automobili
Quest'estate voglio divertirmi per le vacanzeUn'estate al mare
Voglia di remare
Fare il bagno al largo
Per vedere da lontano gli ombrelloni-oni-oniUn'estate al mare
Stile balneare
Con il salvagente
Per paura di affogareQuest'estate ce ne andremo al mare
Con la voglia pazza di remare
Fare un po' di bagni al largo
Per vedere da lontano gli ombrelloni-oni-oniUn'estate al mare (quest'estate ce ne andremo al mare)
Stile balneare (quest'estate ce ne andremo al mare)
Toglimi il bikini (quest'estate ce ne andremo al mare)
(Quest'estate ce ne andremo al mare, quest'estate ce ne andremo al mare)
(Quest'estate ce ne andremo al mare, quest'estate ce ne andremo al mare)

Un’estate al mare” è un evergreen che ogni anno torna, puntuale, tormentone d’agosto. Una canzone dal sapore d’antico che racconta un quadretto estivo semplice e disimpegnato: quella voglia di vacanze, di giornate spensierate al mare “per vedere da lontano gli ombrelloni-oni-oni”.

Una canzone che conoscono tutti, forse anche senza sapere chi fosse a cantarla. Può ricordare gli anni Sessanta, ma è stata pubblicata nel 1982 da Giuni Russo, nome d’arte della palermitana Giuseppina Romeo. Una delle voci italiane più belle di sempre dall’incredibile estensione vocale di quasi cinque ottave, che ha unito il canto lirico al pop.

“Un’estate al mare” è stato uno dei suoi più grandi successi e nasconde molte sorprese. Musica e testi sono stati scritti da Franco Battiato insieme a Giusto Pio come parodia e rovesciamento dei classici temi di una canzone estiva. Forse non abbiamo mai prestato la dovuta attenzione al testo: in realtà parla di una prostituta che sogna di andare al mare e di mettere in pausa per un po’ la sua vita difficile.

Chi se non Battiato avrebbe potuto inserire in una canzone versi come “Per regalo voglio un harmonizer con quel trucco che mi sdoppia la voce” oppure “Senti questa pelle com’è profumata, mi ricorda l’olio di Tahiti”. E’ la sua firma, surreale e inimitabile. Franco Battiato partecipa anche all’incisione cantando come seconda voce in due parti del brano.

L’incontro tra Franco Battiato e Giuni Russo avviene nel 1981 grazie al chitarrista e produttore Alberto Radius. Battiato, insieme al violinista e direttore d’orchestra Giusto Pio, realizza per Giuni Russo musiche e testi del suo album “Energie” (1981), un disco all’insegna della sperimentazione e con un uso rivoluzionario della voce unica di Giuni.

“Mi colpì la sua voce straordinaria, la vitalità con cui cantava, la sua potenza vocale che andava di pari passo con la sensibilità musicale”. (Franco Battiato)

Un sodalizio che ha dato risultati eccellenti. “Un’estate al mare” balzò in vetta alle classifiche, ebbe un clamoroso successo di vendite ed è ancora oggi una delle colonne sonore imprescindibili delle estati italiane. Eppure, nelle intenzioni dei suoi autori era nata per deridere le canzonette estive: vengono ripresi i più banali cliché delle tipiche vacanze estive (mare, spiagge, ombrelloni, salvagenti, olio solare), creando una cornice in cui inserire una storia totalmente amara e diversa.

La vacanza al mare diventa la speranza di una breve normalità per una donna costretta a prostituirsi. Il primo verso di “Un’estate al mare” recita: “per le strade mercenarie del sesso che procurano fantastiche illusioni” e una banale vacanza al mare diventa un miraggio, un sogno sospirato “nelle sere quando c’era freddo, si bruciavano le gomme di automobili”.

Il parallelo tra la triste realtà da un lato e la vacanza sognata dall’altro viene reso anche da un raffinato arrangiamento musicale: la parte iniziale è cantata un’ottava bassa per poi liberarsi nel ritornello in stile Twist-Pop e dare spazio all’eccezionale estensione vocale di Giuni Russo. La sua voce sembra salire sulle ali della brezza marina e raggiunge altezze da capogiro nel finale del pezzo dove con la sua voce, senza aiuti tecnologici, riesce a riprodurre l’acutissimo garrito dei gabbiani.

Il pezzo, che doveva essere solo una parentesi commerciale, si tramutò nella gabbia dorata di Giuni Russo.

Un’artista ricercata, d’avanguardia, elegante, colta e pop allo stesso tempo, capace con grande ironia di riempire di messaggi subliminali i suoi brani.

Quando vedevo la canzone salire in Hit Parade non credevo ai miei occhi – confessò la cantante in un’intervista – non mi aspettavo che riscuotesse un successo così strepitoso. Per fortuna ho un carattere solido, non mi sono fatta inebriare. Ancora oggi la considero una parentesi felice e niente di più. Io avevo voglia, e ho ancora voglia, di proseguire la mia ricerca vocale, di spaziare in musicalità nuove, diverse e così ho fatto. Certo non ho avuto le stesse spinte, la stessa promozione avuta per “Un’estate al mare”.

Allego il link per poter vedere e ascoltare Un’estate al mare:

https://youtu.be/TnRI-gTyS6k