SQUILLO DI TROMBA: KILLER QUEEN DEI QUEEN
Non so voi, ma secondo me una delle più belle canzoni di sempre è "Killer Queen" dei Queen, scritta nel 1974.
Nel 1974 ero ancora nell’età preadolescenziale, non avevo ancora praticamente scoperto di avere un pisello (ma quando l’ho scoperto non me ne sono più staccato), non avevo ancora né acne né capelli grassi, ma sapevo già un sacco di parolacce. E anche le bestemmie non erano una novità, visto che frequentavo una scuola nel quartiere romano della Garbatella, che all’epoca era abitato da un proletariato abbastanza rozzo. Con il tempo le cose sono cambiate e il proletariato rozzo si è diffuso a macchia d’olio in tutta la città.
Ma sto divagando, ricordando i tempi in cui ero ancora poco più che un bambino. Nostalgia canaglia!
Si parlava di Killer Queen, la bellissima canzone dei Queen che parla di una prostituta di alto bordo e che, quindi, ha tutti i titoli per essere presentata nella rubrica “Squillo di Tromba”.
All’epoca non ascoltavo molta musica, anzi direi che la musica che pervadeva costantemente l’atmosfera della mia casa era dovuta essenzialmente a mia madre, la quale, dotata di un’anima romantica che mio padre non era riuscita a soddisfare, si rivolgeva alle melense canzoni di Julio Iglesias (l’ex portiere del Real Madrid), che aveva iniziato a cantare a seguito di un gravissimo infortunio che gli costò la carriera da calciatore ma che gli spalancò quella di cantante "tombeur de femme" (ma dal mio personale punto di vista, frantumatore di maroni). Tutto questo perché un suo amico ebbe la malaugurata idea di recapitargli una chitarra mentre era immobilizzato in un letto di ospedale.
Lo so, sto divagando di nuovo, ma è solo per contestualizzare meglio l’argomento di questo articolo.
Dicevo che all’epoca, siamo nel 1974, non conoscevo ancora Freddy Mercury, ma sono sicuro che se lo avessi conosciuto, per una mia inesplicabile, inconsapevole e brutale esigenza di categorizzare tutto e tutti, lo avrei etichettato semplicemente come “frocio”.
Ora, dovete sapere che all’epoca apostrofare qualcuno con l’epiteto di frocio era un esercizio piuttosto comune, anche quando il tizio in questione frocio non lo era affatto. In ogni caso, in quegli anni lontani anni luce dalla disgustosa ideologia woke dell’inclusività a tutti i costi, non si offendeva nessuno. Forse neanche i froci.
Ok, giuro, torno a Killer Queen e la smetto di parlare del mio passato.
Difficilmente leggo il testo delle canzoni straniere, tuttavia per una curiosità personale e inspiegabile ho voluto farlo, e tra un po' vedrete i risultati delle mie riflessioni.
Occorre prima di tutto ricordare che Killer Queen rappresenta la canzone che ha portato i Queen al successo del vasto pubblico; perciò, non può essere considerata una canzone da niente.
Freddy Mercury, nel libro "Freddy Mercury, parole e pensieri" afferma che:
Killer Queen racconta di una squillo dei quartieri alti. Cercavo di spiegare che anche fra i ceti più elevati ci sono delle puttane. La canzone parla di questo, anche se preferirei che poi ognuno la interpretasse a modo suo, che ci leggesse dentro quello che gli pare.
Quindi essendo legittimato da Freddy, posso analizzare liberamente il testo. Per comodità approfondirò strofa per strofa:
Tiene Moet et Chandon nel suo bell'armadietto
"Che mangino brioches" diceva
Proprio come Maria Antonietta
Una medicina automatica per Khrushchev e Kennedy
Un invito in qualsiasi momento da non poter declinare
Caviale e sigarette esperta nel cerimoniale
Straordinariamente gentile
Che la canzone non si riferisca ad una regina, ma ad una prostituta, lo si può cogliere già dalla prima strofa, dove vengono presentati vari riferimenti erotici e lussuosi. La donna è abituata a vivere nello sfarzo, costose bottiglie di vino, sigarette e il miglior caviale. È un'amante della bella vita e rappresenta metaforicamente la medicina, chiaramente di tipo sessuale, sia per Khrushchev, e quindi per il fronte comunista, sia per Kennedy, e quindi per le potenze liberali dell'occidente. Il riferimento al poco interesse da parte della giovane prostituta verso la politica è un segno della frustrazione verso la pressione della Guerra Fredda. Si deve tener conto che il sentimento di ostilità tra le due potenze politiche fu presente durante tutta la storia dei Queen; quindi, non è una casualità questo esplicito riferimento storico-politico. Inoltre, la protagonista è una donna autoritaria, dominatrice, come testimonia la presentazione dell'aneddoto delle brioches di Maria Antonietta. La prima strofa, quindi, ci mostra una donna forte, provocante e lussuriosa che incarna in qualche modo le donne fiere delle opere di Klimt, una sorta di Giuditta musicale del dopoguerra.
Lei è una regina Assassina
Polvere da sparo, nitroglicerina
Dinamite con un raggio laser
È garantito che può farti saltare la testa
Raccomandata a caro prezzo
Un appetito insaziabile vuoi provare?
Che dire del ritornello? La donna può essere considerata una sorta di ossimoro, perché da una parte dona la vita, infatti, precedentemente è stata descritta come medicina, ma dall'altra parte è portatrice di morte. La descrizione della prostituta non cade mai né nella volgarità e né sullo sdolcinato, diventando un'eroina sensuale ed erotica ma pur sempre una letale regina. In Italia, siamo felicemente abituati a queste immagini di prostitute non volgari grazie a De Andrè e ai suoi bellissimi testi. Ma ciò che non riesco a spiegarmi e che cosa mai potrebbe essere una dinamite con un raggio laser? Di certo Freddy Mercury sarà influenzato dalla fantascienza che già negli anni '70 era ben presente. Tra i vari capolavori del periodo, possiamo ricordare Alien, Arancia Meccanica e Star Wars, il quale uscì nei cinema negli anni 1977.
Per evitare complicazioni
Non rimaneva mai allo stesso indirizzo
Nelle conversazioni parlava proprio come una baronessa
Quando incontrava un cinese
si calava nei panni della Geisha Minah
Poi di nuovo con disinvoltura
Basta esserci tagliati!
I profumi naturalmente arrivavano da Parigi
Quanto alle auto, non poteva importarle di meno
Esigente e precisa.
In questa strofa viene descritta la vita ordinaria della escort prostituta d'alto borgo, la quale si sposta costantemente in diverse case ed è preparata a qualsiasi perversione (se c'è un cinese si veste da Geisha). Come una sorta di attrice, lei indossa maschere e interpreta ruoli che non le appartengono direttamente. Dal testo possiamo ricavare qualche informazione sull'infanzia e sull'educazione della protagonista. Infatti, la ragazza è chiaramente di altra estrazione, come testimonia la sua raffinata educazione che le permette di parlare come una baronessa. Questo punto mi porta a riflettere su un'altra canzone, ossia Contessa dei Decibel, nella quale viene riproposto lo stesso tema, ossia di una donna regale e dedita ai piaceri sessuali. Tuttavia, ci sono profonde differenze tra i due brani per lo stile in quanto quello dei Queen è un rock raffinato e a volte eccentrico, mentre "Contessa" è una ballata punk con influenze elettroniche e se mi permettete anche un po' rozza.
Di facili costumi
Allegra come una gattina
Poi momentaneamente inattiva
Temporaneamente senza energia
Per farti completamente impazzire, impazzire
Lei lotta per averti
Nell'ultima strofa la rappresentazione della donna è sempre più esplicita e la descrizione "di facili costumi" non può lasciare dubbi sulla professione della giovane donna. L'aspetto interessante è che viene descritta una donna-mantide religiosa, che si lascia sedurre, fa la gattina, ma all'improvviso ti fa impazzire, portandoti alla morte. Questa è l'apoteosi della femme fatale, colei che ti lascia sedurre per poi lasciarti morente. In conclusione, è una canzone che offre un'immagine di una donna non pura e banalotta, ma fiera e provocante, dove non importa la classe sociale di appartenenza ma soltanto il proprio potere seduttivo ed erotico, visto con una completa accettazione.