SQUILLO DI TROMBA: INNOCENTI EVASIONI.

In questa estate così torrida vorrei dare una rinfrescata alla rubrica Squillo di tromba. E quale migliore brano, fresco e refrigerante, di Innocenti evasioni di Lucio Battisti?

Perché qui c’è tutto quello che serve: un uomo solo in casa, le luci rosse, la musica, lo champagne già ghiacciato (a proposito di frescura), un’atmosfera decisamente poco innocente e, soprattutto, qualcuno che sta per arrivare. Qualcuno che il protagonista aspetta con impazienza e che, con ogni probabilità, non è proprio la persona che dovrebbe essere lì.

Poi, improvvisamente, arriva lei. La compagna ufficiale. E quello che sembrava l’inizio di una serata peccaminosa si trasforma in una tragicomica gara di arrampicata sugli specchi: “Non aspettavo nessuno”, “è solo un po’ di fuoco per scaldarmi”, “poca luce per sognarti”. Insomma, il nostro eroe è stato praticamente colto con le mani nel… champagne.

Ma la storia diventa ancora più interessante quando si va a cercare l’origine del brano. Secondo il racconto più volte tramandato, l’idea di Innocenti evasioni sarebbe nata da un episodio realmente capitato a Renzo Arbore, che una sera si trovò ad aspettare in casa una certa signora in un’atmosfera tutt’altro che domestica. A fare irruzione nella scena, però, fu Lucio Battisti, che avrebbe fatto notare all’amico quanto sarebbe stato imbarazzante se fosse rientrata all’improvviso la compagna.

Da lì sarebbe nata anche quella geniale definizione: “innocente evasione”.

E qui, per una rubrica come Squillo di Tromba, arriva il particolare che ci interessa maggiormente. Perché la leggenda — o, se preferite, il pettegolezzo — sostiene che quella misteriosa signora attesa da Arbore fosse addirittura una prostituta.

Sarà vero? Difficile dirlo. Non ci sono certezze e non sarebbe corretto trasformare una voce in una verità. Ma si sa: quando una storia contiene luci rosse, champagne, una donna misteriosa e un uomo che aspetta qualcuno dietro una porta chiusa, il pettegolezzo trova terreno fertile.

E allora lasciamolo volare. “Il pettegolezzo vola alto così come l’olezzo”, dice una memorabile citazione del mio mentore. E questa volta, per Squillo di Tromba, lo squillo potrebbe essere stato davvero… quello di una visita molto particolare.

La storia vera: Negli anni '60, Arbore aveva una relazione con Vanna Brosio. Una sera, mentre aspettava un'altra donna in casa (con luci soffuse e musica), ricevette la visita di Battisti. Quest'ultimo gli chiese ironicamente cosa avrebbe fatto se la compagna fosse tornata all'improvviso. L'espressione "innocente evasione" fu usata proprio da Arbore per giustificarsi, dando l'idea a Mogol e Battisti per il brano.

Pare proprio che l’altra donna fosse una prostituita.

“Innocenti evasioni" di Lucio Battisti, scritta con Mogol nel 1972, racconta una scappatella amorosa, un tentato tradimento e una bugia finale. Il brano descrive con toni ironici un uomo che sta per incontrare un'amante ma viene quasi sorpreso, riuscendo a salvarsi con scuse buffe e paradossali.

Il testo e la situazione

  • Il piano: Un uomo organizza un incontro intimo con un'altra donna.
  • L'imprevisto

: La situazione si complica e il tradimento non si compie come previsto.

  • La bugia: Per giustificarsi e salvare il rapporto ufficiale, il protagonista si nasconde dietro a scuse inverosimili.

Il significato del titolo

  • Il senso di evasione: Rappresenta il desiderio passeggero di evadere dalla routine quotidiana o da un legame fisso.
  • L'ironia dell'"innocente": L'aggettivo è usato in modo bonario o sarcastico per definire una debolezza umana, una marachella sentimentale che non vuole distruggere la vita di coppia ma solo rompere la noia.
       

La prima volta che ascoltai Innocenti evasioni mi sembrò alquanto strana, considerando il genere di testi che accompagnavano le canzoni di Battisti. Poi, ascoltandola e riascoltandola più e più volte e confrontandomi con altri pareri, mi resi conto di un significato per lo meno sorprendente. E divertente.

Innocenti evasioni, tratta dall'album Umanamente uomo: il sogno del '72, sembra che sia stata il resoconto di una "scappatella" dello stesso Battisti che raccontò a Mogol, il suo paroliere storico, il quale a sua volta pensò bene di farne una canzone.

Bastardone, eh?

Il testo non dà adito a dubbi:

Che sensazione di leggera follia
Sta colorando l'anima mia
Immaginando, preparo il cuscino, qualcuno
È già nell'aria qualcuno
Sorriso ingenuo e profumo

Il giradischi, le luci rosse e poi
Champagne ghiacciato e l'avventura può iniziare ormai
Accendo il fuoco e mi siedo vicino, qualcuno
Stasera arriva qualcuno
Sorrido intanto che fumo

Ma come mai tu qui stasera
Ti sbagli sai, non potrei
Non aspettavo, ti giuro, nessuno
Strana atmosfera
Ma cosa dici, mia cara
Non sono prove, no, no
Un po' di fuoco per scaldarmi un po'
E poca luce per sognarti, no

Siediti qui accanto, anima mia
Ed abbandona la tua gelosia, se puoi
Combinazione, ho un po' di champagne
Se vuoi amore
Come sei bella, amore
Sorridi e lasciati andare

Chi può bussare a quest'ora di sera?
Sarà uno scherzo, un amico e chi lo sa
No, non alzarti, chiunque sia si stancherà
Amore, come sei bella amore
Ho ancora un brivido in cuore.

Capisco che Battisti possa non piacere per il suo stile di canto, ma la sua arte musicale era semplicemente spettacolare.

Il tocco di comicità, però, è dato dall'arrivo inaspettato della fidanzata "ufficiale", che scatena la sorpresa ("ma come mai, tu qui stasera?") e poi le scuse ("strana atmosfera, ma cosa dici mia cara").

Sgamato.

Per giunta, poi, qualcuno si presenta davvero a casa sua più tardi ("chi può bussare a quest'ora di sera?"). Il padrone di casa cerca di accampare scuse e di sviare l'attenzione ("no, non alzarti. Chiunque sia si stancherà") e, ascoltando la voce di Battisti isolata nel break di batteria, non si può non sghignazzare pensando ai tentativi del protagonista di togliersi dalla situazione a dir poco spinosa.

Di seguito, il link per ascoltarla.

https://www.youtube.com/watch?v=J0j480r4Mw8&list=RDJ0j480r4Mw8&start_radio=1&pp=ygUSaW5ub2NlbnRpIGV2YXNpb25poAcB