FARE SESSO CON A PENSANDO A B
Mi trovavo alla Ca’ del Gulascia domenica scorsa in compagnia di cari amici avvinazzati e buongustai quando, nel bel mezzo delle libagioni dopo aver pigramente trattato discorsi introduttivi di carattere filosofico politico economico che imperano durante gli antipasti e i convenevoli, ci siamo buttati sugli argomenti preferiti dell’uomo barbaro di fine millennio: cinema calcio cibo (le famose 3 c in cui le donne sostituiscono calcio con cazzo) e figa. E all’improvviso, mentre il Luciano raccontava di quando la notte precedente stava per far cilecca con la Vero e che per riparare ha dovuto pensare intensamente alle chiappe della ragazza del bar sotto casa che gli prepara un espresso, salta fuori che a tutti noi è capitato durante l’accoppiamento con la moglie fidanzata la fanciulla di turno di pensare a un’altra. Ovviamente al quarto quinto bicchiere di Barbacarlo, mentre venivano appoggiati sulla tavola piattoni fumanti di cannelloni, nessuno si è sognato di ammettere sensi di colpa; tuttavia, devo confessare che un certo disagio quando in passato mi è capitato di vivere quella situazione, io l’ho provato. È peccato far l’amore con una donna e pensare a un’altra? È da considerarsi un tradimento? I parerei a tavola sono stati discordanti e pure confusi.
A mente fredda, diradati i fumi dell’alcol, mi viene in aiuto questa riflessione dell’amica Pauline che forse proprio perché lontana dalla gallina in gelatina e dal rosso cupo del Barbacarlo è stata in grado di trattare più lucidamente la materia. Vi propongo questo articolo che Pauline Verduzier ha pubblicato su Le Temps:
(A proposito, piccola digressione, se oltre alle pietanze lombarde masticate anche un po’ di francese, leggetevi oltre alla sua rubrica settimanale anche il meraviglioso ”Vialaines filles”, ecco qui la copertina)
Immaginare di stare con qualcun altro quando si è a letto con il partner può scatenare il senso di colpa. Tuttavia, queste fantasie sono molto comuni e aumentano l’eccitazione e il piacere
Vi è mai capitato di pensare a una persona diversa dal vostro partner mentre fate l’amore? Che questo pensiero si sia insinuato nella vostra mente o invece lo abbiate rievocato apposta per eccitarvi di più, la cosa potrebbe avervi turbato, o magari vi ha fatto sentire in colpa. Sappiate però che è molto comune e che è facile trovare persone che hanno avuto la stessa esperienza.
Louise ha 34 anni, conduce podcast e non si sente affatto in colpa per le fantasie che le vengono in mente mentre fa sesso con il suo partner. La prima volta che le è capitato, quest’ultimo le stava praticando un cunnilingus. Si è sorpresa a ripensare a un uomo che aveva incontrato a una festa. Avevano parlato e lei si era sentita attratta da lui. Ha quindi ripensato al loro flirt: “Rivedevo il suo sguardo su di me, quel suo modo di sorridere. Non c’era stato niente di fisico, ma una notte l’ho sognato e sono accadute un sacco di cose!”.
Quando è successo non ne ha parlato con il compagno per paura di ferirlo, anche se secondo lei questo non mette affatto in discussione la loro relazione o attrazione. “Non posso dire che non fosse strano, perché lo era, ma in fondo credo sia sano che pensieri di questo tipo possano nutrire il mio desiderio”. In seguito, Louise ha visualizzato anche il personaggio di Jamie Fraser della serie Outlander, interpretato dall’attore Sam Heughan. “È scolpito come un dio greco. All’epoca ero incinta e gli ormoni aumentavano la mia libido”, contestualizza. “Stavo facendo sesso con il mio ragazzo. Ho chiuso gli occhi e l’immagine di quell’attore si è incollata sulla mia retina senza che io potessi fare nulla. Lo vedevo nudo e sostituiva il mio partner che in quel momento si stava occupando di me. È stato davvero eccitante”.
Lei e il suo compagno stanno insieme da sette anni, adesso si sente abbastanza a suo agio da parlargliene e ne ridono insieme. Per Louise queste fantasie non sono un problema per la coppia, e non le considera un inganno nella maniera più assoluta. “Penso che si possa essere eccitati da altre persone e non mi sento a disagio nel provare queste sensazioni. Credo che aiutino a esaltare il desiderio, che io poi reindirizzo nella relazione. Anche se so che può sembrare strano fantasticare su un altro uomo mentre faccio sesso”.
La neuroscienziata e sessuologa Aurore Malet-Karas spiega che non c’è da preoccuparsi: essere attraversati da pensieri di ogni sorta durante i rapporti sessuali, comprese le fantasie, è frequente e normale. L’autrice di Cerveau, sexe et amour (2024) distingue due tipi di pensieri, quelli “intrusivi” e quelli che si rievocano per la propria eccitazione. Il primo caso, l’irruzione di immagini sessuali esterne, può turbare alcune persone. “Per esempio, si può ripensare a un ex o una ex perché si sta facendo qualcosa che ce li ricorda. Alcune persone possono innervosirsi o sentirsi in colpa. Però è difficile per il cervello restare concentrato su una cosa sola, è normale passare da un pensiero all’altro. Lo si vede quando si prova a praticare la meditazione”. È proprio a causa di questo flusso permanente di pensieri che durante il sesso può venirci in mente, senza volerlo, la lista della spesa o una pratica amministrativa. E può accadere anche con ricordi o immagini eccitanti.
Nel secondo caso le persone pensano a qualcun altro per amplificare o mantenere il loro desiderio. La sessuologa osserva che tra i suoi pazienti questo capita in particolare ad alcuni uomini che pensano alla loro partner in altre posizioni o anche ad altre donne, attraverso visualizzazioni mentali che li aiutano a mantenere l’erezione. “Alcuni mettono in scena un’altra situazione nella loro testa, forse perché hanno paura di perdere l’erezione, o anche solo per eccitarsi”. Per Malet-Karas è un buon metodo che può contribuire ad aumentare il piacere, a patto che non avvenga in modo sistematico e non sia associato all’ansia.
A Fabio (nome di fantasia), che vive nella cittadina svizzera di Vevey e ha 48 anni, è capitato di pensare a una collega o a un’attrice mentre faceva l’amore con la sua compagna. Per esempio, a Juliette Binoche nel film L’insostenibile leggerezza dell’essere oppure a Liv Tyler: “È il tipo di donna per la quale provo attrazione”, dice. “Posso anche rivivere nella mente una scena di un film o di un racconto erotico. Questo fa aumentare l’eccitazione e il piacere in modo esponenziale”.
Fabio spiega di averlo fatto spesso nei primi anni della sua relazione, quando lui e la sua compagna avevano un ritmo sessuale sostenuto, per mantenere l’erezione e poter avere più rapporti di seguito. Oggi capita di meno, perché la loro sessualità si è diradata e la penetrazione è diventata meno centrale: “Ora è meno grave se l’erezione non dura e non è potente come prima”, spiega. “Penso a vivere il momento e presto più attenzione a quello che accade. Ho meno bisogno di altri stimoli. Può bastare lo sguardo della mia compagna, il suo odore, il suo tocco. Ma ciò non toglie che quei pensieri possano tornare, e non penso di dovermi autocensurare”.
Alcuni studi in ambito neuroscientifico dimostrano che il semplice fatto di pensare a un’azione stimola regioni cerebrali vicine a quelle che si attivano per compiere l’azione stessa. Secondo Malet-Karas la stimolazione di queste regioni amplifica la risposta fisica. “Del resto per molte persone la stimolazione fisica non basta a provocare l’orgasmo”, sottolinea. “Deve essere accompagnata da un’eccitazione psicologica o mentale”.
Non c’è dunque da stupirsi se le persone fanno ricorso a pensieri di questo tipo per provare piacere, come capita a Camilla, una regista di 28 anni. Per lei questo avviene in un miscuglio d’imbarazzo ed estasi. Da qualche tempo pensa spesso agli uomini con cui ha avuto delle avventure mentre fa sesso con il suo compagno. “Stiamo insieme da sei anni e dal punto di vista sessuale le cose vanno benissimo. Ma qualche volta l’ho tradito con uomini con cui avevo un’intesa sessuale e quelle immagini mi restano in testa”, confida. “Mi è capitato di chiudere gli occhi e immaginarne uno al posto del mio ragazzo. Per poco non dicevo il suo nome”.
Questa situazione la stressa e la fa stare male, ma al tempo stesso le permette di godere tutte le volte. “Queste immagini arrivano nel mio cervello senza che io ne abbia coscienza. Ma poiché mi provocano piacere, finisco per rievocarle, dicendomi al tempo stesso che non dovrei farlo”, racconta. “È inquietante, ma è grazie a questi pensieri che riesco a provare così tanto piacere”.